|
La crisi che attanaglia il mondo del lavoro del Lazio - ormai sono quasi mezzo milione le persone senza lavoro - colpisce in misura preoccupante anche il settore della scuola e dell’educazione privata, già di per sé fortemente caratterizzato a Roma e nella Regione da ampie sacche di lavoro irregolare e nero, spesso anche favorito dalla “distrazione” degli organismi pubblici preposti alla vigilanza ed al controllo del rispetto delle leggi e norme di riferimento da parte dei Gestori.
Dall’inizio dell’anno scolastico ad oggi sono già più di 100 i lavoratori e le lavoratrici che hanno perso o perderanno dal 1° settembre il posto di lavoro per la chiusura della propria scuola, che sono stati o saranno collocati in cassa integrazione a zero ore o in mobilità in deroga, che sono stati o saranno coinvolti in esternalizzazioni e trasferimenti d’azienda.
Ma non è tutto. Lo spettro della disoccupazione incombe anche sul personale degli asili nido e dei servizi all’infanzia. In particolare a Roma la decisione del Comune di ridurre l'orario degli asili nido convenzionati, l’incertezza sul rinnovo delle convenzioni in atto, il preannunciato riaprirsi delle gare di appalto di molti asili aziendali mettono a rischio l’occupazione di tantissime lavoratrici.
Tutto ciò in una situazione di settore che offre ridottissime possibilità di ricollocazione sia per docenti ed educatrici che per il personale ATA e in un contesto cittadino e regionale di sostanziale assenza di interventi e di investimenti da parte di Comune e Regione a fronte di una situazione di consumi interni stazionari e di salari che crescono meno dell’inflazione.
La lotta contro la precarietà in tutto il mondo della conoscenza è la priorità politica della FLC CGIL che è quindi impegnata su tutti i fronti e con tutti gli strumenti possibili nel contrasto alla disoccupazione ed alla precarizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici che operano nell’istruzione ed educazione privata di Roma e del Lazio.
|